CON VOCE NUOVA_L'Inferno di Dante

progetto teatrale per sordi e udenti


una produzione Emit Flesti

da un'idea di Filippo Calcagno

regia Alessio Dalla Costa 

con Maria Vittoria Barrella, Filippo Calcagno, Filippo Porro

voci di Annalisa Morsella e Alessio Dalla Costa

coreografie di Silvia Dezulian

scenografie di Gelsomina Bassetti

luci Emanuele Cavazzana

aiuto regia Simone Panza

Traduttrice di Lingua dei Segni Italiana Daniela Franco

 

Il progetto è patrocinato dall’Ente Nazionale Sordi (ENS), nello specifico dalla sezione di Trento. E con la collaborazione di Ridisegnando - associazione onlus per la promozione della lingua dei segni italiana e del bilinguismo.

Partner del progetto Ens, Ridisegnando, Lavisana, Cantine Lavis.

L'iniziativa è stata realizzata con il contributo di Regione Trentino / Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Caritro.

galleria fotografica


Con voce nuova – L’inferno di Dante è un progetto artistico, culturale e sociale che si pone l’obiettivo di fondere due subculture: i sordi e gli udenti grazie ad un’esperienza di tipo teatrale. Non è solo uno spettacolo, Con voce nuova rappresenta una vera e propria sfida, quella di rendere la pièce fruibile e godibile sia a udenti sia a sordi.

Una sfida che riflette anche il focus del progetto: creare un punto di contatto tra due mondi, una nuova lingua, generata attraverso la condivisione di un linguaggio comune che aiuti ad abbattere le barriere rendendo all'arte quel carattere di inclusività che le appartiene. Ed è stato proprio il desiderio di incontrarsi, di trasformare quello che è comunemente visto come un ostacolo, ovvero l’impossibilità di comunicare, in uno stimolo, il punto da cui il team di artisti è partito per scoprire come la parola sia solo uno dei molti elementi a nostra disposizione per relazionarci con gli altri e con il mondo circostante. Da qui la scelta del titolo Con voce nuova, perché la novità di questo percorso artistico consiste nel non volersi limitare a un’attività di sensibilizzazione su tema della sordità, bensì nel desiderio di spingersi oltre e puntare all’integrazione, elemento che diventa imprescindibile in questa esperienza. Una produzione teatrale che ha una duplice valenza: sociale e artistica, non solo teatrale, ma anche letteraria. Il testo scelto è, infatti, un’opera connotata da una forte  universalità: la Divina Commedia.

Un progetto che ha messo in discussione le certezze degli stessi protagonisti, privati di qualcosa che ritenevano imprescindibile per la loro arte, un sistema di comunicazione comune, condivisibile anche con il pubblico. Un percorso che li ha visti alla ricerca di nuovi strumenti per la costruzione di un linguaggio in grado di prescindere dalla comunicazione verbale e di svilupparsi a partire dall'espressione corporea. Il corpo e il gesto diventano il luogo di un incontro in cui ricercare e condividere la propria individualità, le esperienze, le proiezioni emotive e mentali, stimolando la creazione di un codice di comprensione e scambio universale.

Il risultato è uno spettacolo unico che nasce e trae linfa dal lavoro collettivo, dove attori e danzatori daranno vita sul palcoscenico a un’interpretazione nuova dei quadri dell’Inferno dantesco. Un momento teatrale che sarà completamente fruibile da un pubblico udente e sordo.

 

Un progetto che intende restituire all'arte il suo carattere di universalità e aprire a nuove pratiche teatrali di tipo inclusivo.

 


recensioni

l'Adige - 28 novembre 2017

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BALLETTO.NET - 16 MARZO 2018

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