elogio della follia


di Erasmo da Rotterdam 

 

"Che cosa mai si fa che non trabocchi di follia, e che non sia opera di folli in un mondo di folli?"

 

Così Erasmo da Rotterdam (1466-1536) scriveva verso la fine del 1509 in quel piccolo capolavoro che è il Moriae Encomium, noto in italiano col titolo di Elogio della Follia, satira spietata e bonaria insieme della demenza umana, della cui creazione l'autore scrive "Visto, dunque, che ritenevo di dover fare ad ogni costo qualcosa, e che il momento non sembrava adatto a una meditazione seria, mi venne in mente di tessere un elogio scherzoso della Follia."

La Follia in persona, aspirante al titolo di Dea, tesse il proprio elogio senza risparmiare nessuno: uomini e donne, vecchi e bambini, religiosi e laici, potenti e poveri diavoli.

 

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adamo ed eva


di Mark Twain

 

Versione ironica e fiabesca dell’incontro tra l’uomo e la donna per eccellenza, caricati di tutti gli stereotipi dell’uomo moderno. Adamo, cinico, solitario e rude, è infastidito dalla presenza di un’Eva invadente e chiacchierona.

Il loro incontro sembra destinato al disastro. E la nascita del piccolo Caino non pare migliorare la situazione…

Eppure, nonostante le diversità, uomo e donna si amano.

E così, sembra segnato a ripetersi all’infinito il destino degli uomini: "L’amore, qui sulla terra, non è un tenero idillio, ma una laboriosa conquista".

 

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esercizi di stile


di Raymond Queneau

 

 

La performance vede  impegnati i due interpreti in funambolismi di carattere del tutto particolare.

Partendo dal famoso testo “Esercizi di stile” di Raymond Queneau, nella traduzione del guru della semiologia italiana Umberto Eco, lo spettacolo attraversa a ritmo serrato diversi esilaranti punti di vista su un unico banale fatto.

Ma il “circo” non si limita a questo: le variazioni dello stesso racconto forniscono lo spunto a molteplici  variazioni su un tema musicale proposto all’inizio dal fisarmonicista, che si rivela essere uno spericolato esploratore delle possibilità delle note.

Un divertimento “colto” e di elevate origini, che tuttavia è godibile anche sul semplice piano spettacolare; un finto cabaret che trascina lo spettatore in un vortice di risate senza mai dimenticare di danzare con alcuni dei grandi della cultura contemporanea.

 

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