La violenza di genere più
nascosta e meno
visibile a tutti.
Una violenza fra le mura di
casa.
Una violenza subita da una donna
su cinque in
Italia.
Dieci centimetri di muro
separano noi da un altro
appartamento.
Uno spettacolo che vorremmo
rappresentare in casa
vostra, nella vostra cucina, sul vostro tavolo.
Per aprire gli occhi.
Una drammaturgia senza belle
parole, tanto
agghiacciante quanto quotidiana.
Non vogliamo stupire, vogliamo
raccontare.
Un uomo e una donna, marito e
moglie, vivono in
una appartamento uguale a tanti altri.
Un appartamento che potrebbe
essere il nostro.
Preciso. Perfetto.
Nulla traspare, tutto è
offuscato.
Eppure si sentono urla, colpi
strani, fughe
notturne.
Possiamo decidere di vedere, di
capire e non fare
nulla.
Possiamo decidere di vedere, di
capire e aprire
la nostra porta.
“Questa storia non è
rassicurante. Non lo vuole
essere.
È un grido di aiuto.
Spero che qualcuno lo senta.”
Ultimo aggiornamento ( luned́ 29 marzo 2010 )
La Morte e la Fanciulla: le critiche
Corriere del Trentino – Corriere della Sera, 26
aprile 2009
“La morte e la fanciulla”
Scena e regia creano il pathos
La scena è bianca e asettica: materiali freddi
come tavoli da anatomopatologi o come cuori troppo raggelati ospitano le
esistenze barricate di Maria e Gerardo. La comunicazione è interrotta, nella
trasposizione futuribile di uno scenario democratico post-dittatura dominato
dalla distanza e dall’alienazione, ben rappresentato dal gigantesco schermo che
domina l’abitazione e alimenta il distacco umano, imponendo un filtro
impermeabile all’incontro. Così si presenta la scena della trasposizione
teatrale del testo di Ariel Dorfman “La morte e la fanciulla” che il regista
Rocco Sestito ha voluto per la nuova coproduzione Oz-Emit Flesti che ha
debuttato giovedì scorso al teatro Cuminetti quale ultimo appuntamento della
stagione Trento Oltre [...].
È una messa in scena “La morte e la fanciulla”
che, nel gelo visivo da obitorio e da ineffabilità ben espresso dalla scena e
dalle altre acute scelte registiche, forse richiederebbe un crescendo da parte
degli attori per quanto riguarda l’implosione e l’esplosione di interiorità
così lacerate, che non è stato manifestato appieno in questa prima. Il
carnefice invece, il dottor Roberto Randami interpretato credibilmente da un
Bruno Vanzo che sa trasmettere tutta l’ambiguità del personaggio, non si vede
mai fisicamente in scena: compare solo in quel gigante video che rappresenta la
stanza accanto, a sottolineare maggiormente l’impossibilità di stare, di nuovo,
dopo quanto è stato, fisicamente nella stessa stanza, nello stesso posto nel
mondo.
Claudia Gelmi
L'Adige, 26 aprile 2009
“La morte e la fanciulla”,uno spettacolo intenso
Si alza potente e tragica la musica di Schubert.
Invade il palcoscenico, incorniciato da leggeri teli bianchi. Bianchi come la
memoria che poco per volta si carica di ricordi e si rivela nella nudità di una
scena che, per rivivere il passato, ha bisogno di poche cose, un tavolo, delle
sedie. Ma soprattutto uno schermo, dal quale usciranno atroci verità. Questa la
cornice del nuovo lavoro, “La morte e la fanciulla”, di Ariel Dorfman, che le
compagnie Oz ed Emit Flesti hanno presentato in prima al teatro Cuminetti. Un
appuntamento atteso dopo i successi ottenuti con “Scene da un matrimonio” e che
ha confermato la qualità di un gruppo in grado di lavorare in significativa
sincronia sia sugli aspetti interpretativi che tecnici. L'allestimento ha
infatti messo in evidenza l'accurato studio dei particolari, il giusto e non
facile collegamento tra momenti teatrali e cinematografici, con l'intenso
apporto di linguaggi sia musicali che cromatici. Indicazioni di
professionalità, dunque, e non è poco, per un testo affascinante, aperto a varie
letture, che il regista Rocco Sestito ha voluto mettere in scena utilizzando
più strumenti e armonizzandoli fra loro grazie anche a intuizioni artistiche
che a teatro fanno la differenza [...].
Bella regia, dunque, avvalorata anche dalla
presenza di attori come Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso con i quali
Sestito aveva già lavorato con successo. Maura Pettorruso si è calata in un
ruolo adatto a lei per forza e intensità [...]. Giustamente più trattenuto e
più pacato Alessio Dalla Costa che ha disegnato con l'ormai riconosciuta
naturalezza la figura di Gerardo Escobar[...]. Calorosi gli applausi dal
numeroso pubblico per un lavoro il cui percorso non potrà che offrire ulteriori
prove di qualità.
Antonia Dalpiaz
Ultimo aggiornamento ( luned́ 06 luglio 2009 )
Macerata: un altro successo
Lo Spettacolo “Scene da un matrimonio” ha vinto a Macerata la 40° edizione del festival Nazionale Macerata teatro premio Angelo Perugini. E con questa salgono a cinque le vittorie su cinque concorsi a cui lo spettacolo ha partecipato. A Rocco Sestito è andato il premio come miglior regista e Maura Pettorruso si è aggiudicata il premio come migliore attrice. Ecco le motivazioni date dalla giuria del concorso:
Miglior spettacolo:
Lo spettacolo si snoda in un vibrante crescendo di intensità che suscita emozioni e riflessioni, e ripropone in modo suggestivo l’eterna simbiosi tra la vita e la scena, tra la realtà e la sua rappresentazione teatrale. (grazie anche ai significativi momenti di contaminazione con altri testi attinenti alla vicenda).
Miglior regia:
Ha affrontato con intelligenza e partecipazione il non facile compito di realizzare teatralmente un’opera pensata per lo schermo. Ha usato il palcoscenico come luogo e tempo di un’emblematica vicenda di coppia, sottolineata anche con una varietà di oggetti dal forte potere evocativo. Ha ben diretto la carica espressiva degli attori, ottenendone un’interpretazione al tempo stesso naturale, intensa e coinvolgente.
Miglior attrice:
Ha reso con intensa efficacia la complessa figura di una donna che vive sulla scena le tante sfaccettature dell’universo femminile. Ha saputo coinvolgere il pubblico in tutti i passaggi della sua vicenda, da quelli apparentemente più sereni e banali a quelli più tormentati e drammatici, dando prova di una sicura padronanza scenica e di una notevole capacità interpretativa.
Ultimo aggiornamento ( venerd́ 12 dicembre 2008 )
Premi al festival di Gorizia
'Scene da un matrimonio', lo spettacolo co-prodotto dalle due compagnie trentineEmit Flesti ed Oz, diretto da Rocco Sestito e interpretato da Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, vince a Gorizia il quarto festival nazionale a cui ha finora preso parte dalla data del debutto, avvenuta al teatro Cuminetti di Trento il 18 aprile scorso.
Da allora, l'escalation di premi non si è arrestata: dopo il successo di pubblico e critica dell'esordio (più in basso le critiche e le recensioni della stampa locale, oltre agli allegati delle recensioni della stampa di Gorizia), la pièce ha portato a casa il premio come miglior spettacolo il 13 luglio al Festival Il Grifone di Guardia Sanframondi (Benevento), il 25 luglio al Festival Sorgenti dell'Esino di Esanatoglia (Macerata), il 13 settembre al Festival Nazionale Sele d'Oro di Oliveto Citra (Salerno), per concludere con il premio ottenuto pochi giorni fa in uno tra i più importanti festival nazionali di teatro, il Festival Castello di Gorizia. A 'Scene da un matrimonio' non è andato soltanto il riconoscimento come miglior spettacolo assoluto, ma anche il premio al miglior attore, Alessio Dalla Costa, e alla miglior attrice, Maura Pettorruso. Un risultato che premia una produzione trentina, ma che si sta facendo spazio nel panorama nazionale: il Festival Il Castello di Gorizia è infatti uno tra i tre o quattro più importanti a livello italiano, in cui si confrontano in ogni edizione le migliori compagnie in circolazione. 'Scene da un matrimonio' ha infatti battuto la concorrenza della compagnia Teatro dei Picari di Macerata, in concorso con 'Il diavolo con le zinne' di Dario Fo, e con la compagnia Estravagario di Verona con 'Parenti serpenti'. La giuria ha premiato 'Scene da un matrimonio' “per la scelta coraggiosa di un testo dalle tematiche esistenziali sempre attuali – si legge nella motivazione della giuria -, impegnativo dal punto di vista recitativo e reso scenicamente con intenso coinvolgimento emotivo”. 'Scene da un matrimonio' tornerà nella stagione principale 2009/2010 del teatro Verdi di Gorizia proprio in forza del premio vinto al Festival. Alessio Dalla Costa vince anche il premio come miglior attore “per aver padroneggiato un personaggio, quello di Johann, dai numerosi risvolti psicologici offrendo una presenza scenica ricca di tensione e coinvolgente, mentre Maura Pettorruso si aggiudica il riconoscimento come miglior attrice (ex aequo con Scilla Sticchi in 'Il diavolo con le zinne') “per aver dimostrato attraverso una recita appassionata una notevole presenza scenica ed una profonda espressività del personaggi”. Ora la compagnia Oz-Emit Flesti attende il responso di un altro importantissimo festival nazionale, quello di Macerata: la giuria deciderà il prossimo 7 dicembre i vincitori.
'Scene da un matrimonio' ha vinto il premio Sele d'oro 2008. La premiazione di sabato 13 settembre a Oliveto Citra (Salerno) ha consegnato alla compagnia Emit Flesti - Oz il Sele d'oro per il miglior spettacolo, la targa a Maura Pettorruso come miglior attrice, a Rocco Sestito per la miglior regia, e quella del gradimento del pubblico.
La giuria del Festival nazionale Sele d'Oro era presieduta da Francesco Silvestri, drammaturgo, attore e regista, che vanta collaborazioni con Annibale Ruccello, Alessandro Baricco, Enzo Moscato. Nel 2003 è Premio Ubu come miglior attore non protagonista in 'Sabato, domenica, lunedì' di Eduardo De Filippo, per la regia di Toni Servillo.
Al festival nazionale Sele d'oro hanno partecipato compagnie da tutta Italia. La premiazione è avvenuta sabato 13 settembre a Oliveto Citra (Salerno), e i premi sono stati consegnati alla Compagnia dal noto giornalista Rai Mimmo Liguoro. I premiati nelle altre categorie del Sele d'oro 2008 sono Edmondo Berselli (Repubblica), Marco Esposito (Il Mattino), Massimo Esposti (Il Sole 24 Ore on line) per la sezione giornalismo; Antonio Maccanico, Gerardo Bianco, Hans Stimmann nella sezione premi speciali; Gomorra nella sezione cinema, diretta dall'attrice Imma Piro.
Ultimo aggiornamento ( venerd́ 24 ottobre 2008 )
Le nostre collaborazioni
Per tutto il 2008/2009 la compagnia Emit Flesti continuerò la sua assidua collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici della Provincia Autonoma di Trento, proponendo due nuovi cicli di letture dal titolo Miti a Tridentum sulla strada romana del Sass e Oltre la memoria, sul tema della Shoah, nonché attraverso la realizzazione di due spettacoli teatrali per ragazzi dal titolo Animali da Fiaba, tratti dalle fiabe Fedro ed Esopo.