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V.I.O.L.A. PDF Stampa E-mail

V.I.O.L.A.

Drammaturgia di MAURA PETTORRUSO

Regia di MIRKO CORRADINI

 

Con

CINZIA SCOTTON

MAURA PETTORRUSO

ALESSIO DALLA COSTA

 

Disegno luci di GIANLUCA BOSIO

Realizzazione di MARCO PEGORETTI

Scenografie e costumi a cura di

ANDREA COPPI, FRANCESCA POSTINGHEL

Si ringrazia per la collaborazione EMILIO FRATTINI

una coproduzione SPAZIOOFF - ESTROTEATRO - EMIT FLESTI

Distribuzione TrentoSpettacoli – www.trentospettacoli.it

 

 

La violenza domestica.

La violenza di genere più nascosta e meno visibile a tutti.

Una violenza fra le mura di casa.

Una violenza subita da una donna su cinque in Italia.

 

Dieci centimetri di muro separano noi da un altro appartamento.

 

Uno spettacolo che vorremmo rappresentare in casa vostra, nella vostra cucina, sul vostro tavolo.

Per aprire gli occhi.

 

Una drammaturgia senza belle parole, tanto agghiacciante quanto quotidiana.

Non vogliamo stupire, vogliamo raccontare.

 

Un uomo e una donna, marito e moglie, vivono in una appartamento uguale a tanti altri.

Un appartamento che potrebbe essere il nostro. Preciso. Perfetto.

Nulla traspare, tutto è offuscato.

Eppure si sentono urla, colpi strani, fughe notturne.

 

Possiamo decidere di vedere, di capire e non fare nulla.

Possiamo decidere di vedere, di capire e aprire la nostra porta.

 

“Questa storia non è rassicurante. Non lo vuole essere.

È un grido di aiuto.

Spero che qualcuno lo senta.”

Ultimo aggiornamento ( luned́ 29 marzo 2010 )
 
La Morte e la Fanciulla: le critiche PDF Stampa E-mail

Corriere del Trentino – Corriere della Sera, 26 aprile 2009

“La morte e la fanciulla”

Scena e regia creano il pathos

 

La scena è bianca e asettica: materiali freddi come tavoli da anatomopatologi o come cuori troppo raggelati ospitano le esistenze barricate di Maria e Gerardo. La comunicazione è interrotta, nella trasposizione futuribile di uno scenario democratico post-dittatura dominato dalla distanza e dall’alienazione, ben rappresentato dal gigantesco schermo che domina l’abitazione e alimenta il distacco umano, imponendo un filtro impermeabile all’incontro. Così si presenta la scena della trasposizione teatrale del testo di Ariel Dorfman “La morte e la fanciulla” che il regista Rocco Sestito ha voluto per la nuova coproduzione Oz-Emit Flesti che ha debuttato giovedì scorso al teatro Cuminetti quale ultimo appuntamento della stagione Trento Oltre [...].

È una messa in scena “La morte e la fanciulla” che, nel gelo visivo da obitorio e da ineffabilità ben espresso dalla scena e dalle altre acute scelte registiche, forse richiederebbe un crescendo da parte degli attori per quanto riguarda l’implosione e l’esplosione di interiorità così lacerate, che non è stato manifestato appieno in questa prima. Il carnefice invece, il dottor Roberto Randami interpretato credibilmente da un Bruno Vanzo che sa trasmettere tutta l’ambiguità del personaggio, non si vede mai fisicamente in scena: compare solo in quel gigante video che rappresenta la stanza accanto, a sottolineare maggiormente l’impossibilità di stare, di nuovo, dopo quanto è stato, fisicamente nella stessa stanza, nello stesso posto nel mondo.

Claudia Gelmi

 

L'Adige, 26 aprile 2009

“La morte e la fanciulla”,uno spettacolo intenso

Si alza potente e tragica la musica di Schubert. Invade il palcoscenico, incorniciato da leggeri teli bianchi. Bianchi come la memoria che poco per volta si carica di ricordi e si rivela nella nudità di una scena che, per rivivere il passato, ha bisogno di poche cose, un tavolo, delle sedie. Ma soprattutto uno schermo, dal quale usciranno atroci verità. Questa la cornice del nuovo lavoro, “La morte e la fanciulla”, di Ariel Dorfman, che le compagnie Oz ed Emit Flesti hanno presentato in prima al teatro Cuminetti. Un appuntamento atteso dopo i successi ottenuti con “Scene da un matrimonio” e che ha confermato la qualità di un gruppo in grado di lavorare in significativa sincronia sia sugli aspetti interpretativi che tecnici. L'allestimento ha infatti messo in evidenza l'accurato studio dei particolari, il giusto e non facile collegamento tra momenti teatrali e cinematografici, con l'intenso apporto di linguaggi sia musicali che cromatici. Indicazioni di professionalità, dunque, e non è poco, per un testo affascinante, aperto a varie letture, che il regista Rocco Sestito ha voluto mettere in scena utilizzando più strumenti e armonizzandoli fra loro grazie anche a intuizioni artistiche che a teatro fanno la differenza [...].

Bella regia, dunque, avvalorata anche dalla presenza di attori come Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso con i quali Sestito aveva già lavorato con successo. Maura Pettorruso si è calata in un ruolo adatto a lei per forza e intensità [...]. Giustamente più trattenuto e più pacato Alessio Dalla Costa che ha disegnato con l'ormai riconosciuta naturalezza la figura di Gerardo Escobar[...]. Calorosi gli applausi dal numeroso pubblico per un lavoro il cui percorso non potrà che offrire ulteriori prove di qualità.

Antonia Dalpiaz
Ultimo aggiornamento ( luned́ 06 luglio 2009 )
 
Macerata: un altro successo PDF Stampa E-mail

Lo Spettacolo “Scene da un matrimonio” ha vinto a Macerata la 40° edizione del festival Nazionale Macerata teatro premio Angelo Perugini. E con questa salgono a cinque le vittorie su cinque concorsi a cui lo spettacolo ha partecipato. A Rocco Sestito è andato il premio come miglior regista e Maura Pettorruso si è aggiudicata il premio come migliore attrice. Ecco le motivazioni date dalla giuria del concorso:

 

Miglior spettacolo:

Lo spettacolo si snoda in un vibrante crescendo di intensità che suscita emozioni e riflessioni, e ripropone in modo suggestivo l’eterna simbiosi tra la vita e la scena, tra la realtà e la sua rappresentazione teatrale. (grazie anche ai significativi momenti di contaminazione con altri testi attinenti alla vicenda).

 

Miglior regia:

Ha affrontato con intelligenza e partecipazione il non facile compito di realizzare teatralmente un’opera pensata per lo schermo. Ha usato il palcoscenico come luogo e tempo di un’emblematica vicenda di coppia, sottolineata anche con una varietà di oggetti dal forte potere evocativo. Ha ben diretto la carica espressiva degli attori, ottenendone un’interpretazione al tempo stesso naturale, intensa e coinvolgente.

 

Miglior attrice:

Ha reso con intensa efficacia la complessa figura di una donna che vive sulla scena le tante sfaccettature dell’universo femminile. Ha saputo coinvolgere il pubblico in tutti i passaggi della sua vicenda, da quelli apparentemente più sereni e banali a quelli più tormentati e drammatici, dando prova di una sicura padronanza scenica e di una notevole capacità interpretativa. 

 

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 12 dicembre 2008 )
 
Premi al festival di Gorizia PDF Stampa E-mail

'Scene da un matrimonio', lo spettacolo co-prodotto dalle due compagnie trentine Emit Flesti ed Oz, diretto da Rocco Sestito e interpretato da Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, vince a Gorizia il quarto festival nazionale a cui ha finora preso parte dalla data del debutto, avvenuta al teatro Cuminetti di Trento il 18 aprile scorso.

Da allora, l'escalation di premi non si è arrestata: dopo il successo di pubblico e critica dell'esordio (più in basso le critiche e le recensioni della stampa locale, oltre agli allegati delle recensioni della stampa di Gorizia), la pièce ha portato a casa il premio come miglior spettacolo il 13 luglio al Festival Il Grifone di Guardia Sanframondi (Benevento), il 25 luglio al Festival Sorgenti dell'Esino di Esanatoglia (Macerata), il 13 settembre al Festival Nazionale Sele d'Oro di Oliveto Citra (Salerno), per concludere con il premio ottenuto pochi giorni fa in uno tra i più importanti festival nazionali di teatro, il Festival Castello di Gorizia.
A 'Scene da un matrimonio' non è andato soltanto il riconoscimento come miglior spettacolo assoluto, ma anche il premio al miglior attore, Alessio Dalla Costa, e alla miglior attrice, Maura Pettorruso. Un risultato che premia una produzione trentina, ma che si sta facendo spazio nel panorama nazionale: il Festival Il Castello di Gorizia è infatti uno tra i tre o quattro più importanti a livello italiano, in cui si confrontano in ogni edizione le migliori compagnie in circolazione.
'Scene da un matrimonio' ha infatti battuto la concorrenza della compagnia Teatro dei Picari di Macerata, in concorso con 'Il diavolo con le zinne' di Dario Fo, e con la compagnia Estravagario di Verona con 'Parenti serpenti'. La giuria ha premiato 'Scene da un matrimonio' “per la scelta coraggiosa di un testo dalle tematiche esistenziali sempre attuali – si legge nella motivazione della giuria -, impegnativo dal punto di vista recitativo e reso scenicamente con intenso coinvolgimento emotivo”.
'Scene da un matrimonio' tornerà nella stagione principale 2009/2010 del teatro Verdi di Gorizia proprio in forza del premio vinto al Festival.
Alessio Dalla Costa
vince anche il premio come miglior attore “per aver padroneggiato un personaggio, quello di Johann, dai numerosi risvolti psicologici offrendo una presenza scenica ricca di tensione e coinvolgente, mentre Maura Pettorruso si aggiudica il riconoscimento come miglior attrice (ex aequo con Scilla Sticchi in 'Il diavolo con le zinne') “per aver dimostrato attraverso una recita appassionata una notevole presenza scenica ed una profonda espressività del personaggi”.
Ora la compagnia Oz-Emit Flesti attende il responso di un altro importantissimo festival nazionale, quello di Macerata: la giuria deciderà il prossimo 7 dicembre i vincitori.

Rassegna stampa trentina: visualizza 

Ultimo aggiornamento ( marted́ 02 dicembre 2008 )
 
Sele d'Oro 2008 PDF Stampa E-mail

'Scene da un matrimonio' ha vinto il premio Sele d'oro 2008. La premiazione di sabato 13 settembre a Oliveto Citra (Salerno) ha consegnato alla compagnia Emit Flesti - Oz il Sele d'oro per il miglior spettacolo, la targa a Maura Pettorruso come miglior attrice, a Rocco Sestito per la miglior regia, e quella del gradimento del pubblico.

La giuria del Festival nazionale Sele d'Oro era presieduta da Francesco Silvestri, drammaturgo, attore e regista, che vanta collaborazioni con Annibale Ruccello, Alessandro Baricco, Enzo Moscato. Nel 2003 è Premio Ubu come miglior attore non protagonista in 'Sabato, domenica, lunedì' di Eduardo De Filippo, per la regia di Toni Servillo.

Al festival nazionale Sele d'oro hanno partecipato compagnie da tutta Italia. La premiazione è avvenuta sabato 13 settembre a Oliveto Citra (Salerno), e i premi sono stati consegnati alla Compagnia dal noto giornalista Rai Mimmo Liguoro. I premiati nelle altre categorie del Sele d'oro 2008 sono Edmondo Berselli (Repubblica), Marco Esposito (Il Mattino), Massimo Esposti (Il Sole 24 Ore on line) per la sezione giornalismo; Antonio Maccanico, Gerardo Bianco, Hans Stimmann nella sezione premi speciali; Gomorra nella sezione cinema, diretta dall'attrice Imma Piro.
Ultimo aggiornamento ( venerd́ 24 ottobre 2008 )
 
Le nostre collaborazioni PDF Stampa E-mail
Per tutto il 2008/2009 la compagnia Emit Flesti continuerò la sua assidua collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici della Provincia Autonoma di Trento, proponendo due nuovi cicli di letture dal titolo Miti a Tridentum sulla strada romana del Sass e Oltre la memoria, sul tema della Shoah, nonché attraverso la realizzazione di due spettacoli teatrali per ragazzi dal titolo Animali da Fiaba, tratti dalle fiabe Fedro ed Esopo.


Ultimo aggiornamento ( venerd́ 24 ottobre 2008 )
 
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